La stagione della memoria

Le giornate memoriali e le politiche della memoria caratterizzano da ormai 25 anni l’approccio pubblico a una storia che viene chiamata in causa per suffragare, con le sue lezioni, l’imperativo etico e politico del “Mai più”. In particolare il periodo da gennaio a febbraio, con la vicinanza di due date tra loro così diverse ma unite dallo stesso sottofondo di condanna della violenza, come il giorno della memoria e il giorno del ricordo, si è andato caratterizzando come una vera e propria “stagione della memoria”, in cui questa richiesta rivolta al passato di fare da magistra vitae e da monito al presente pervade la sfera pubblica ed il mondo della scuola.

Tuttavia nel corso del tempo è apparso evidente, come già diceva Marc Bloch, che la storia non ci insegna nulla e ci può solo offrire strumenti per decifrare il presente, a condizione di saperla interrogare, mentre il “mai più” è diventato sempre più spesso un “ma ancora una volta”. Le stesse giornate memoriali si sono svuotate e spettacolarizzate e sono divenute date sottoposte a usi politici manipolatori e a torsioni nazionaliste per essere scagliate contro gli avversari e fungere da strumenti di repressione, in antitesi con l’imperativo etico che aveva fatto da sfondo alle politiche della memoria. A farne le spese la storia in quanto tale, con i suoi strumenti critici di conoscenza delle società umane.

La “stagione della memoria” promossa dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pistoia intende allora muoversi fuori dalla retorica e sul filo delle contraddizioni e dei corto circuiti, restituendo il passato e il presente a sé stessi a alla loro incessante dialettica, lasciando aperta la cassetta degli attrezzi utili per decifrare il nostro tempo e quello che ci ha preceduti, con tutte le sue difficoltà.

L’evento di apertura sarà il 27 gennaio alle 17:00 alla biblioteca Forteguerriana, all’interno del programma di Pistoia capitale del libro 2026, con la presentazione del libro di Paolo Treves, Quello che ci ha fatto Mussolini, riedizione della pubblicazione Einaudi del 1945, a cui interverranno il figlio Claudio Treves, Matteo Mazzoni Direttore Istituto storico toscano della resistenza e dell’età contemporanea e Stefano Bartolini Bemporad Direttore Istituto storico della Resistenza di Pistoia.

Il 30 sarà la volta di un seminario di approfondimento dal titolo Definire l’antisemitismo. Ricerca, cultura, e politica e disegni di legge, presso la Sala soci Coop di Pistoia alle 17:00, con i Saluti di Ilic Aiardi di Scuole per la Palestina e gli interventi di Stefano Bartolini Bemporad, Francesca Biancani dell’università di Bologna, Daniel Calò di Tikkun diaspora ebraica decoloniale e Adalgiso Amendola dell’università di Salerno.

Il 5 febbraio verrà presentato sempre alla biblioteca Forteguerriana alle 17:00 il numero di Farestoria Quale Passato? Politiche della memoria, usi politici della storia e conflitti memoriali nel tempo presente, con i saluti della Fondazione Caript e gli interventi di Francesco Cutolo, Direttore di Farestoria Caterina Di Pasquale dell’università di Pisa e Filippo Focardi dell’università di Padova.

Il 14 febbraio il ciclo si sposterà alla Casa del popolo di Bottegone, dove alle 16:00 sarà presentata l’opera teatrale di Charlotte Delbo, Chi porterà queste parole, con gli interventi di Cristina Galasso, curatrice del libro e Federica Quirici, traduttrice. Verranno svolte delle letture a cura di Nara Biagiotti, Simonetta Filippi e Rina Giuffrida. L’iniziativa è stata curata dal gruppo di studio sulla storia delle donne dell’Istituto della Resistenza “Paura non abbiamo”.

Il ciclo si concluderà alla biblioteca San Giorgio il 20 febbraio alle 17:00 con la presentazione del libro di Andrea Di Michele della Libera università di Bolzano, Terra italiana. Possedere il suolo per assicurare i confini 1915-1954, in dialogo con Emilio Bartolini dell’Istituto storico della Resistenza di Pistoia. Anche questo evento fa parte del programma di Pistoia capitale del libro 2026.

Tutte le attività del ciclo La stagione della memoria sono realizzate grazie al contributo della Direzione generale biblioteche e istituti culturali del Ministero della cultura e con il patrocinio del Cudir del Comune di Pistoia. Si ringrazia per la collaborazione agli eventi del 27 e del 30 gennaio la Fondazione Valore Lavoro.