Il de Martino. Storie Voci Suoni
n. 41/2026
Il fascicolo si apre con due interventi dedicati alla musica: Alessandro Portelli ci guida all’ascolto di una serie di capolavori del blues prendendo spunto dalla ricorrenza di incipit dedicati al tema del “risveglio” e Susanna Buffa ricorda la figura di Barbara Dane, attivista, cantante, produttrice e discografica. Di musica si occupa anche uno dei saggi di questo numero: Simone Varriale propone una lettura della discografia degli 883 come fonte per analizzare le trasformazioni della cultura giovanile italiana nel passaggio tra anni Ottanta e Novanta. Tommaso Di Marco ed Elisa Bellè, ancora nei “Saggi”, affrontano un campo di ricerca a cui la nostra rivista è da tempo interessata: quello delle culture, delle memorie e delle pratiche della destra radicale, in Italia e non solo. La rubrica “Interviste” prosegue, con il dialogo tra Emilia Peatini e Maria Restello, la serie di interventi dedicati al dissenso cattolico nell’Italia della seconda metà del Novecento. Per la rubrica “Il lavoro si racconta”, Olimpia Capitano ci porta la storia e la voce di Laura Dalvit, lavoratrice domestica dalla straordinaria capacità di riflessione. Protagonisti della rubrica “Storie” sono i 25 anni dal G8 di Genova, a cui torniamo grazie alle testimonianze del fumettista Christian Mirra e dello scrittore Francesco Barilli. A un altro anniversario, il cinquantenario delle radio libere in Italia, si deve il memoir di Emanuele Baldi dedicato alla toscana Radio Rombo. Franco Castelli e Paolo Toselli tornano ad analizzare i risultati di un questionario somministrato tra 1988 e 1991 dal Centro di cultura popolare “Giuseppe Ferraro” di Alessandria dedicato all’immaginario bellico di Pippo, il bombardiere “fantasma” della Seconda guerra mondiale. Amerigo Manesso condivide con noi le riflessioni raccolte nel corso del giro di presentazioni del suo libro Lavoravamo la terra, esempio di come la restituzione di una ricerca di storia orale possa essere fonte di ulteriori acquisizioni e consapevolezze. Consapevolezze che non mancano ad Alfiero Boschiero, di cui pubblichiamo un intervento-testimonianza tenuto al terzo Festival nazionale di storia del lavoro nell’ambito del panel “Come conta il passato”.
Sommario
Editoriale – p. 7
Copertina
Simona Pezzano – p. 9
Risvegli. Appunti su come cominciano le storie
Alessandro Portelli – p. 13
Alessandro Portelli ci guida con le sue parole all’ascolto di una serie di capolavori del blues prendendo spunto dalla ricorrenza di incipit dedicati al tema del “risveglio” – Clicca qui per leggerlo
We Shall Not Be Moved: un tributo in musica a Barbara Dane
Susanna Buffa – p. 21
Susanna Buffa ricorda la figura di Barbara Dane, attivista, cantante, produttrice e discografica scomparsa nel 2024. L’articolo di Buffa muove da un incontro organizzato il 7 ottobre 2025 dal Circolo Gianni Bosio negli spazi occupati dello Spin Time, che dal 2013 porta avanti un virtuoso esempio di autorecupero e rigenerazione urbana nel cuore del quartiere Esquilino di Roma. A fine luglio Spin Time è stato sottoposto a sgombero, e le persone che lo abitavano si sono d’improvviso ritrovate senza una casa. Anche se molte di loro hanno oggi un’abitazione temporanea, resta quanto mai cruciale difendere gli spazi e le esperienze come Spin Time, a cui va tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà – Clicca qui per leggerlo
La stagione dei Centofiori e l’esperienza di Radio Rombo (1977-1998), da Quarrata fino al mare
Emanuele Baldi – p. 24
L’articolo racconta in forma autobiografica la nascita e lo sviluppo di una radio commerciale, Radio Rombo, a Quarrata, in provincia di Pistoia, nella cosiddetta “stagione dei centofiori”, in cui nacquero in Italia centinaia di emittenti radiofoniche. A differenza delle radio libere con finalità politiche, le radio private commerciali non sono state oggetto di un’attenzione sistematica da parte della storiografia. I ricordi personali sono intrecciati a cinque interviste realizzate dall’autore a figure coinvolte a vario titolo in quell’esperienza. Il caso è messo in relazione al dinamismo dei distretti industriali dell’area compresa tra Firenze, Prato e Pistoia e corredato di alcune fotografie scattate dall’autore e da alcuni suoi amici citati nel breve racconto, tra gli anni Settanta e Ottanta. Da un punto di vista soggettivo, il testo ricostruisce la rete di relazioni, desideri e consumi entro cui ha preso forma l’attività di una radio commerciale e il suo radicamento nel tessuto sociale ed economico del territorio, riflettendo sulle ragioni della sua chiusura all’indomani della legge Mammì del 1990 e sulle novità connesse all’avvento delle web radio – Clicca qui per leggerlo
La memoria di Pippo, l’aereo “fantasma” della Seconda guerra mondiale
Franco Castelli e Paolo Toselli – p. 40
Franco Castelli e Paolo Toselli tornano ad analizzare i risultati di un questionario somministrato tra il 1988 e il 1991 dal Centro di cultura popolare “Giuseppe Ferraro” di Alessandria dedicato all’immaginario bellico di Pippo, il bombardiere “fantasma” della Seconda guerra mondiale: per il periodo in cui fu condotta, questa ricerca può essere considerata tra le esperienze pionieristiche dello studio delle leggende contemporanee in Italia, come ci ricorda Roberto Labanti nella sua introduzione all’articolo – Clicca qui per leggerlo
Viaggio di un libro nei paesi del “Veneto profondo”
Amerigo Manesso – p. 62
Abbiamo chiesto ad Amerigo Manesso di tracciare un consuntivo della diffusione del suo libro Lavoravamo la terra. Una storia orale dal Veneto profondo (Firenze, Editpress, 2024). Lo proponiamo quale esempio di come una “restituzione” di una ricerca di storia orale possa essere fonte di ulteriori acquisizioni e consapevolezze, non sia altro che la prosecuzione della ricerca – Clicca qui per leggerlo
Come conta il passato. Tracce autobiografiche
Alfiero Boschiero – p. 74
Pubblichiamo il testo dell’intervento di Alfiero Boschiero al terzo Festival nazionale di storia del lavoro, organizzato dalla Società italiana di storia del lavoro (Sislav) a Rovigo dal 18 al 20 settembre 2025. L’intervento ha avuto luogo nell’ambito del panel “Come conta il passato” il giorno 20 settembre presso il Palazzo della Gran Guardia: sono intervenuti anche Stefano Bartolini per la Sislav, Chiara Paris dell’Associazione italiana di storia orale, Dario Salvetti del Collettivo di fabbrica lavoratori Gkn e Mariamargherita Scotti dell’Istituto Ernesto de Martino. Scopo del panel era interrogare i diversi modi in cui il passato viene utilizzato da parte dei movimenti dei lavoratori, nell’ambito di un più vasto percorso, a cui l’Istituto Ernesto de Martino partecipa, che sta andando a riscoprire le riflessioni sull’“usable past” circolate tra Italia e Stati Uniti tra gli anni Settanta e primi anni Duemila – Clicca qui per leggerlo
Interviste
«Abbiamo insieme vissuto tutte le stagioni dell’umana libertà». Marisa Restello racconta il fluire dei giorni con don Olivo Bolzon
Emilia Peatini – p. 83
Emilia Peatini intervista Marisa Restello, “compagna di strada” di don Olivo Bolzon. Marisa e don Olivo si conoscono agli inizi degli anni Cinquanta a Cornuda, dove Marisa lavora al calzaturificio e don Olivo inizia la sua prima esperienza di cappellano del lavoro. Sarà proprio il comune interesse verso i diritti dei lavoratori ad avvicinarli: le loro esperienze nel mondo del lavoro attraversano nodi importanti della storia sociale, politica, economica, oltre che religiosa e di genere, della provincia trevigiana nel secondo dopoguerra. Le loro vite, cresciute in questa terra, il messaggio evangelico diffuso nelle comunità che hanno saputo creare, l’impegno per i diritti dei lavoratori e il loro ecumenismo li portano lontano: Marisa negli Stati Uniti; don Olindo in Belgio e in America Latina; insieme in Russia e in altre parti del mondo – Clicca qui per leggerla
Saggi
Memorie e identità dei neofascisti romani degli anni Settanta: il ricordo di Acca Larenzia
Tommaso Di Marco – p. 113
Il saggio indaga la memoria che i militanti neofascisti attivi nella Roma degli anni Settanta hanno elaborato in merito a uno degli episodi più significativi della storia della violenza politica nella città: i fatti di Acca Larenzia del 7 gennaio 1978. A partire dalla tesi secondo cui, nel tempo, nell’area della destra romana si è strutturata una memoria collettiva che interpreta l’episodio come il “giorno dell’innocenza perduta” del neofascismo degli anni Settanta, l’articolo analizza le interazioni tra questa memoria e i ricordi individuali. Attraverso l’utilizzo di fonti orali e memorialistiche dimostra come le memorie degli ex attivisti siano state sottoposte a processi di selezione, spostamento temporale, mitizzazione e simbolizzazione che hanno rielaborato l’evento per renderlo coerente con il suo significato di spartiacque identitario. Infine, l’articolo si propone di evidenziare quali sono le funzioni a cui questa memoria collettiva assolve nel contesto presente. – Clicca qui per leggerlo
«Vediamo chi vince. Noi non abbiamo paura». Etnografia politica di due città governate dalla destra radicale
Elisa Bellè – p. 144
La destra radicale è una delle famiglie politiche più ampiamente studiate e un tema centrale nel dibattito sul declino delle liberal-democrazie. La ricerca esistente si è tuttavia concentrata in larga misura sulle dinamiche elettorali e sulle forme della leadership. Tale sbilanciamento rischia di oscurare i processi socialmente e territorialmente differenziati all’origine dell’attuale fase di crescita, che è fatta non solo di voti, ma anche di radicamento sociale e legittimità culturale. Per analizzare tali processi, il saggio si concentra su due attori maggiori della famiglia politica — il Rassemblement national francese e la Lega italiana — e si basa su due studi di caso etnografici, condotti in due città di medie dimensioni in cui Lega e Rn hanno conquistato il governo municipale. Combinando immersione etnografica e comparazione tra casi, l’analisi si focalizza sull’impatto della nuova gestione municipale sul tessuto civico e sul mondo associativo. Le testimonianze raccolte all’interno della società civile locale raccontano di un uso del potere discrezionale e di forme di gestione autoritaria del dissenso, mettendo in discussione le teorie presenti in letteratura sui presunti effetti di moderazione derivanti dall’accesso a ruoli di governo. I risultati evidenziano inoltre la rilevanza delle cosiddette «mobilitazioni legali» e del sistema giudiziario come strumenti centrali nel conflitto tra le amministrazioni comunali e gli attori del dissenso civico. Infine, un interessante e marcato elemento di similitudine tra i casi attiene al ruolo cruciale dello spazio e della spazialità nella produzione di radicamento politico e ideologizzazione nel contesto sociale – Clicca qui per leggerlo
«Gli anni del “tranquillo, siam qui noi”». Culture giovanili e trasformazioni sociali nell’Italia degli 883
Simone Varriale – p. 172
Il saggio propone una lettura storiografica della discografia degli 883 come fonte per analizzare le trasformazioni della cultura giovanile italiana nel passaggio tra gli anni Ottanta e Novanta. Inserendosi nel più recente ripensamento della categoria di “riflusso”, il contributo intende esplorare forme di esperienza, socialità e autorappresentazione sviluppatesi al di fuori delle tradizionali pratiche di militanza politica. L’articolo ricostruisce il paesaggio culturale entro cui si affermò il gruppo, soffermandosi sul ruolo dei nuovi media, delle trasformazioni nei consumi musicali e dei mutamenti nei modelli di socializzazione giovanile. Particolare attenzione è dedicata a tre nuclei tematici ricorrenti nella loro produzione: il rapporto tra centro e periferia, le specificità linguistiche del gergo giovanile e l’impatto delle crisi dell’eroina e dell’Aids sulle esperienze quotidiane delle giovani generazioni. Attraverso questi elementi emerge un’immagine della gioventù segnata da precarietà, disillusione e ricerca identitaria, nella quale la nostalgia e la perdita dell’orizzonte adolescenziale diventano chiavi interpretative per comprendere la transizione all’età adulta nell’Italia degli anni Novanta – Clicca qui per leggerlo
Storie
Genova, 25 anni dopo
Ilaria Bracaglia – p. 201
Quella notte alla Diaz
Christian Mirra – p. 202
«L’arte non potrà mai colmare quel vuoto»
Una conversazione tra Ilaria Bracaglia e Francesco Barilli – p. 213
Protagonisti della rubrica “Storie” sono i 25 anni dal G8 di Genova. Il fumettista Christian Mirra ha concesso alla nostra rivista di pubblicare otto tavole commentate della sua graphic novel Quella notte alla Diaz. Una cronaca del G8 di Genova, in corso di riedizione. Lo scrittore Francesco Barilli, autore di numerosi romanzi e graphic novel, tra cui – con Manuel De Carli – Carlo Giuliani, il ribelle di Genova (Becco Giallo, 2011), propone invece una riflessione in forma di intervista (di Ilaria Bracaglia), che abbiamo scelto di pubblicare nella sua struttura originaria, coerentemente con la vocazione dialogica della storia orale – Clicca qui per leggerle
Il lavoro si racconta
Corpo di fatica e corpo di passione. Lavoro di cura, soggettività e femminismo nella storia di Laura Dalvit
Olimpia Capitano – p. 221
L’articolo ripercorre la storia di Laura Dalvit che, dopo essere migrata dai monti trentini verso la città a fine anni Sessanta, lavora per anni nel settore domestico e di cura. L’autrice racconta questa vicenda a partire da interviste e dialoghi con Laura, oltre che dalle sue memorie personali. Dopo una prima parte più focalizzata sul contesto e sulla storia migratoria italiana, i temi che emergono dalle parole di Laura spaziano dal rapporto tra lavoro e coercizione in ambito domestico allo scarso riconoscimento sociale del settore; fino agli aspetti più emozionali e a quelli più pratici di questo impiego, che includono un ragionamento sullo spazio della casa. Il lavoro concreto è ampiamente osservato dalla prospettiva del corpo che permette di mettere in luce un’ulteriore questione: quella del lavoro domestico inteso come “lavoro sporco”. Infine, l’articolo si interroga su diverse sfumature connesse alla soggettività delle lavoratrici e all’esperienza specifica di Laura, che chiama in causa la mancata tematizzazione politica femminista della delega delle faccende di casa ad altre donne di più bassa estrazione sociale e spesso più povere – Clicca qui per leggerlo
Note e recensioni
Storia dell’antimafia siciliana e storia orale. Alcune riflessioni a partire da un laboratorio di storia orale (di Enrico Ruffino) – p. 243
Sociabilità, ecologia e “gnente”. Una nota a partire da Elena Zapponi, La notte delle anguille: donne, lavoro e relazioni di genere nella Laguna di Venezia, Roma, Viella, 2026
(di Caterina Mongardini) – p. 255
Francesca Scrinzi, The Racialization of Sexism. Men, Women and Gender in the Populist Radical Right, New York, Routledge, 2024 (di Elisa Bellè) – p. 264
Ottone Ovidi, Tra fabbrica e anima. Preti operai e comunità cristiane di base dagli anni Sessanta a oggi, Roma, Carocci, 2026 (di Maria Paiano) – p. 267
Pratiche e processi di un collettivo hip hop nella provincia italiana. Note su Al timone senza mani, documentario scritto e diretto da Diego De Gennaro, 2025 (di Sebastian Mattei) – p. 269
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ISSN 2281-8316
ISBN 978-88-6144-098-2


