Scritture di “gente comune”?

Ricerche, archivi e usi pubblici delle scritture popolari (XIX-XXI secolo)

a cura di Stefano Campagna e Francesco Cutolo

Call for Papers del numero monografico della rivista «Farestoria. Società e storia pubblica», n. 1 (2027)

Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in provincia di Pistoia

Il ricorso alla scrittura da parte di uomini e donne estranei alle élite sociali e al ceto intellettuale, benché affondi le sue radici nell’età medievale e moderna, conobbe un ampliamento graduale e significativo a partire dal XIX secolo. L’estensione dell’alfabetizzazione e della scolarizzazione, che favorì la diffusione delle pratiche scrittorie anche tra i bambini, i processi di nazionalizzazione delle masse, che integrarono ampi settori della popolazione nello Stato nazionale, e la crescente partecipazione delle classi popolari alla vita pubblica tra Ottocento e Novecento contribuirono ad allargare progressivamente la cerchia degli scriventi. Incise altresì la democratizzazione della posta, che rese la corrispondenza epistolare una pratica accessibile anche ai ceti popolari e a quanti avevano competenze scrittorie minime[1].

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È stato pubblicato il numero 1/2025 “Spazi contesi. Itinerari fra i luoghi del conflitto sociale” della rivista Farestoria

L’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Provincia di Pistoia (ISRPT) informa di aver pubblicato il nuovo numero 1/2025 della rivista Farestoria dal titolo “Spazi contesi. Itinerari fra i luoghi del conflitto sociale”, a cura di Brenda Fedi e Calogero Laneri, Pistoia, ISRPT Editore, 2026, ISBN 978-88-6144-096-8, 166 pp, 10 €.

La rivista è stata realizzata grazie al sostegno della Fondazione Caript.

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Memorie solide. Luoghi e oggetti di memoria, e la loro vita

Memorie solide. Luoghi e oggetti di memoria, e la loro vita

a cura di Luca Bravi, Chiara Martinelli e Stefano Oliviero

Call for Columns del numero monografico della rivista

«Farestoria. Società e storia pubblica»

Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in provincia di Pistoia

Nel corso del XX secolo, seminale si è rivelata la discussione, attivata dal sociologo Maurice Halbwachs, sulla preminenza nelle comunità umane di una memoria collettiva o di una memoria individuale. Sulla contrapposizione, e, più spesso, sul dialogo tra queste due istanze, sono state costruite alcune delle tendenze che negli ultimi decenni hanno segnato i Memory studies.

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«Farestoria» prima classificata al Premio nazionale di Public History “Nicola Gallerano”

L’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Pistoia è lieto di annunciare che il numero monografico della propria rivista «Farestoria. Società e storia pubblica», curato da Stefano Bartolini e intitolato Camminare la storia, è risultato vincitore del Premio nazionale di Public History “Nicola Gallerano” 2025.

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Storia ambientale e Public History in età contemporanea: conflitti e convergenze tra accademia e società

Call for Papers e Call for Columns del numero monografico della rivista «Farestoria. Società e storia pubblica»

Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in provincia di Pistoia

Curatori: Emilio Bartolini (Università degli Studi del Piemonte Orientale), Roberta Biasillo (Università di Utrecht), Vittorio Tigrino (Università degli Studi del Piemonte Orientale)

In diversi contesti geografici, la storia ambientale come disciplina accademica è nata da sollecitazioni emerse nella società civile – dai movimenti ambientalisti degli anni Sessanta e Settanta alle emergenze locali, nazionali e globali dei decenni a venire. E, a seconda del contesto geografico, le questioni ambientali hanno creato intrecci diversi, ma anche incomprensioni e approcci divergenti, tra accademia, istituzioni e società civile. Infine, il rapporto tra storia ambientale, utilità pubblica e militanza si è evoluto nel tempo attraversando alti e bassi. La stringente attualità delle emergenze climatiche e territoriali e delle ingiustizie ambientali ha rimesso al centro della definizione della disciplina il dialogo tra accademia, società civile e istituzioni.

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