Ricerche, archivi e usi pubblici delle scritture popolari (XIX-XXI secolo)
a cura di Stefano Campagna e Francesco Cutolo
Call for Papers del numero monografico della rivista «Farestoria. Società e storia pubblica», n. 1 (2027)
Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea in provincia di Pistoia
Il ricorso alla scrittura da parte di uomini e donne estranei alle élite sociali e al ceto intellettuale, benché affondi le sue radici nell’età medievale e moderna, conobbe un ampliamento graduale e significativo a partire dal XIX secolo. L’estensione dell’alfabetizzazione e della scolarizzazione, che favorì la diffusione delle pratiche scrittorie anche tra i bambini, i processi di nazionalizzazione delle masse, che integrarono ampi settori della popolazione nello Stato nazionale, e la crescente partecipazione delle classi popolari alla vita pubblica tra Ottocento e Novecento contribuirono ad allargare progressivamente la cerchia degli scriventi. Incise altresì la democratizzazione della posta, che rese la corrispondenza epistolare una pratica accessibile anche ai ceti popolari e a quanti avevano competenze scrittorie minime[1].
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